martedì 7 maggio 2019

Friedrich Wilhelm Nietzsche

Chi non ha paura delle mie tenebre, troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.
Friedrich Wilhelm Nietzsche


La cosa migliore è lasciare che tutto accada come deve essere.
Così va bene.
Non si tratta di rassegnazione.
Lungi da questo.
E’ un’altra cosa.
Ha a che vedere con la distanza che ci separa da tutto e da tutti.
Un giorno sapremo.
Alvaro Mutis - “La Neve dell’Ammiraglio”


Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo.
Emil Cioran

Gli uomini di più ampio intelletto sanno che non c'è netta distinzione tra il reale e l'irreale, che le cose appaiono come sembrano solo in virtù dei delicati strumenti fisici e mentali attraverso cui le percepiamo.
Howard Phillips Lovecraft


Si sopravvive di ciò che si riceve,
ma si vive di ciò che si dona.
Carl Gustav Jung


Sorridi, anche se il tuo cuore sta soffrendo.
Sorridi, anche se si sta spezzando.
Quando ci saranno nuvole nel cielo,
ci passerai sopra,
se sorridi attraverso la tua paura e il dolore.
Sorridi e forse domani,
vedrai il sole tornare a splendere per te.
Illumina il tuo viso con la gioia,
nascondi ogni traccia di tristezza.
Se anche una lacrima può essere così vicina,
è quello il tempo in cui devi continuare a provare.
Sorridi, a che serve piangere ?
Scoprirai che la vita vale ancora la pena di essere vissuta.
se solo sorridi.
E' proprio quello il momento in cui devi continuare a provare.
Sorridi ! A che serve piangere ?
Scoprirai che la vita ha ancora valore,
se solo tu sorridi.
Charlie Chaplin - Smile

domenica 7 maggio 2017

Dylan Thomas

Non essendo che uomini, camminavamo tra gli alberi spauriti,
pronunciando sillabe sommesse per timore di svegliare le cornacchie,
per timore di entrare senza rumore in un mondo di ali e di stridi.
Se fossimo bambini potremmo arrampicarci,
catturare nel sonno le cornacchie,
senza spezzare un rametto,
e, dopo l’agile ascesa,
cacciare la testa al disopra dei rami per ammirare stupiti le immancabili stelle.
Dalla confusione,
come al solito,
e dallo stupore che l’uomo conosce,
dal caos verrebbe la beatitudine.
Questa, dunque, è leggiadria, dicevamo,
bambini che osservano con stupore le stelle,
è lo scopo e la conclusione.
Non essendo che uomini, camminavamo tra gli alberi.
Dylan Thomas
Ph. Long Bach Nguyen, Hidden in fog.

Frida Kalho

Non rinnego la mia natura, non rinnego le mie scelte, comunque la si guardi sono stata fortunata nella vita.
Molte volte nel dolore si trovano i piaceri più profondi, le verità più complesse, la felicità più vera.
Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica, di essere la persona più somigliante a me stessa che avrei potuto immaginare.
Frida Kalho

Frida Kahlo, all'anagrafe Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, è stata una pittrice messicana. 
ConiugeDiego Rivera (s. 1940–1954), Diego Rivera (s. 1929–1939)

Ph. Francesca Woodman, House #3, Providence, Rhode Island, 1976.

Tara Brach

Forse la più grande tragedia della nostra vita è che la libertà è possibile, eppure possiamo vivere anni intrappolati negli stessi schemi.
Possiamo amare gli altri senza tirarci indietro, sentirsi autentici, respirare la bellezza che ci circonda, ballare e cantare.
Eppure ogni giorno ascoltiamo una voce interiore che ci tiene piccoli.
Tara Brach

Tara Brach (nato il 17 Maggio 1953) è uno psicologo americano e sostenitore di meditazione buddista . Lei è un insegnante di guida e fondatore della Insight Meditation Comunità di Washington, DC (IMCW). [1] Dr. Brach insegna loro incontro Mercoledì sera a Bethesda, Maryland . [ I suoi colleghi sono Jack Kornfield , Sharon Salzberg ,Joseph Goldstein e altri nella Vipassana tradizione meditazione o Insight. [4] Brach insegna anche sulla meditazione buddista a centri di meditazione e yoga negli Stati Uniti e in Europa tra cui Spirit Rock Meditation Center di Woodacre, California, il Kripalu Center , [5] e l' Istituto per gli Studi Omega olistici . 

Ph. Andrea Torres Balaguer

mercoledì 26 aprile 2017

Fëdor Dostoevskij.

«Io non so tacere quando in me è il cuore a parlare».
Fëdor Dostoevskij.

Araceli Mariel Arreche.


Risultati immagini per Araceli Mariel Arreche.

Mi dichiaro colpevole
di sognare a voce alta
di fidarmi dell’altro
di cercare la poesia.
Mi dichiaro colpevole di dire quello che sento
di scommettere sul sentire
di credere nel detto.
Mi dichiaro colpevole
di sentire che è possibile
piangere un’assenza
lottare un incontro.
Mi dichiaro colpevole
di vivere un altro tempo
di fidarmi di un gesto
di insistere per la verità
Mi dichiaro colpevole
Si.
Mi dichiaro colpevole.
Araceli Mariel Arreche.

Gabriel García Márquez,


Isola Mentale²
«Invece io mi sono smarrito in un sogno cercando qualcosa che non esiste.»
Gabriel García Márquez, Il generale nel suo labirinto

MICHAEL ENDE

Atreyu: Perché Fantasia muore ?
Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga.
Atreyu: Che cos'è questo Nulla ?!
Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo.
Atreyu: Ma perché ?!
Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente.
Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.
Michael Ende, La storia infinita

INDRO MONTANELLI

Mai città al mondo ebbe più meravigliosa avventura.
La sua storia è talmente grande da far sembrare piccolissimi anche i giganteschi delitti di cui è disseminata.
Forse uno dei guai dell’Italia è proprio questo: di avere per capitale una città sproporzionata, come nome e passato, alla modestia di un popolo che, quando grida: «Forza Roma!», allude soltanto a una squadra di calcio.
Indro Montanelli
...

GESUALDO BUFALINO

Abituarsi a guardare la vita come una cosa d’altri, rubata per scherzo, da restituire domani.
Convincersi ch’è uno sbaraglio per temerari, che la precauzione suprema è morire.
Gesualdo Bufalino


giovedì 23 marzo 2017

Oscar Wilde

Si parla tanto del bello che è nella certezza; sembra che si ignori la bellezza più sottile che c’è nel dubbio.
Credere è molto monotono, il dubbio è profondamente appassionante.
Stare all’erta, ecco la vita; essere cullato nella tranquillità, ecco la morte.
Oscar Wilde
Ph. Kevin Saint Grey
Nessun testo alternativo automatico disponibile.



La maggior parte della gente è altra gente.
Le loro idee sono opinioni altrui, la loro vita un’imitazione, le loro passioni una citazione.
Oscar Wilde
Ph. Inge Morath, Saul Steinberg, Manhattan, 1959
.
L'immagine può contenere: una o più persone


Un'affollata solitudine



Quel che sentiamo, non quel che è sentito,
è quel che abbiamo.
Certo, l'inverno stringe.
Come destino accogliamolo.
Ci sia inverno sulla terra, non nella mente,
e, amore ad amore, o libro a libro,
amiamo il nostro fuoco breve.
Fernando Pessoa,

 Un'affollata solitudine
L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

Essere altro costantemente perché l’anima non abbia radici !
Andare avanti, inseguire l’assenza di avere un fine e dell’ansia di raggiungerlo.
Fernando Pessoa
Vivian Maier, Chicago, IL, 1969.


mercoledì 30 novembre 2016

FERNANDO PESSOA . NUVOLE

il 30 novembre 1935 lasciava questo mondo Fernando Pessoa
Questa è una delle sue poesie più belle....

Nuvole...
Nuvole… Oggi sono consapevole del cielo, poiché ci sono giorni in cui non lo guardo ma solo lo sento, vivendo nella città senza vivere nella natura in cui la città è inclusa.
Nuvole… Sono loro oggi la principale realtà, e mi preoccupano come se il velarsi del cielo fosse uno dei grandi pericoli del mio destino.
Nuvole… Corrono dall’imboccatura del fiume verso il Castello; da Occidente verso Oriente, in un tumultuare sparso e scarno, a volte bianche se vanno stracciate all’avanguardia di chissà che cosa; altre volte mezze nere, se lente, tardano ad essere spazzate via dal vento sibilante; infine nere di un bianco sporco se, quasi volessero restare, oscurano più col movimento che con l’ombra i falsi punti di fuga che le vie aprono fra le linee chiuse dei caseggiati.
Nuvole… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente più il niente di me stesso.
Nuvole… Che inquietudine se sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio!
Nuvole… Continuano a passare,alcune così enormi ( poiché le case non lasciano misurare la loro esatta dimensione ) che paiono occupare il cielo intero; altre di incerte dimensioni, come se fossero due che si sono accoppiate o una sola che si sta rompendo in due, a casaccio, nell’aria alta contro il cielo stanco; altre sono ancora piccole, simili a giocattoli di forme poderose, palle irregolari di un gioco assurdo, da parte, in un grande isolamento fredde.
Nuvole… Mi interrogo e mi disconosco. Non ho mai fatto niente di utile né farò niente di giustificabile. Quella parte della mia vita che non ho dissipato a interpretare confusamente nessuna cosa, l’ho spesa a dedicare versi prosastici alle intrasmissibili sensazioni con le quali rendo mio l’universo sconosciuto. Sono stanco di me oggettivamente e soggettivamente. Sono stanco di tutto e del tutto di tutto.
Nuvole… Esse sono tutto,crolli dell’altezza, uniche cose oggi reali fra la nulla terra e il cielo inesistente; brandelli indescrivibili del tedio che loro attribuisco: nebbia condensata in minacce incolori; fiocchi di cotone sporco di un ospedale senza pareti.
Nuvole… Sono come me un passaggio figurato tra cielo e terra, in balìa di un impulso invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l’oscurità, finzioni dell’intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo.
Nuvole… Continuano a passare, continuano ancora a passare, passeranno sempre continuamente, in una sfilza discontinua di matasse opache, come il prolungamento diffuso di un falso cielo disfatto.