domenica 1 febbraio 2015

Woody Allen

woody  allen

Frasi Celebri 
 La vita è un’esperienza tragica, e l’unico momento di sollievo sta nel saper apprezzare quello che funziona in uno specifico momento e non arrecare male a nessun altro. 
 Sono agnostico, ma credo un po’ anche all’ateismo. È conoscibile la conoscenza? E se non lo è, come facciamo a saperlo? 
 Mi sento così rilassato, oggi. Così in pace con me stesso. Soddisfatto e senza pensieri. Cos’ho che non va?
Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio principale è poco credibile.
 La tradizione è l’illusione dell’immortalità.
 Per te sono un ateo. Per Dio sono una leale opposizione. 
 Non vorrei mai fare parte d’un club che accetti tra i suoi iscritti un tipo come me. 
 “Ma perché… perché devi sempre incasellare le mie voglie animalesche dentro categorie psicanaliste?” gli disse, togliendole il reggiseno. 
 La morte è come il sonno, ma con questa differenza: se sei morto e qualcuno grida “In piedi, è giorno fatto!”, ti riesce difficile trovare le pantofole.
La matematica standard è stata recentemente resa obsoleta dalla scoperta che abbiamo scritto per anni la cifra cinque al rovescio. Ciò ha portato alla rivalutazione del contare come metodo per andare da uno a dieci. 
Agli studenti si insegnano concetti avanzati di algebra booleana, ed equazioni un tempo non risolvibili vengono trattate con minacce di rappresaglie.

 Gli intellettuali sono come la mafia. Si uccidono tra di loro. 
 È assolutamente evidente che l’arte del cinema si ispira alla vita mentre la vita si ispira alla tv.

BIOGRAFIA

Heywood Allen Stewart Konisberg nasce a Brooklyn il 1° dicembre 1935 da una famiglia di origine ebrea. A 15 anni, stanco di sentirsi chiamare sempre “Red”, si ribattezza Woody Allen e, sotto questo pseudonimo, comincia a scrivere battute umoristiche che invia regolarmente alle redazioni dei giornali di New York. Ben presto riesce a farsele pubblicare e a venderle agli agenti di Bob Hope, uno dei suoi attori preferiti. Da ragazzo è un vero disastro negli studi. Mentre i genitori sognano per lui un lavoro sicuro, nel 1956 si sposa con Harlene Rosen e si guadagna da vivere scrivendo testi per la radio-televisione americana. In seguito si trasferisce ad Hollywood dove apprende tutti i segreti necessari alla buona riuscita di uno spettacolo da Danny Simon, fratello di Neil. Ma il caldo della California non gli piace e ritorna nella sua amata New York. Dopo aver firmato molti show televisivi di successo, nei primi anni ’60 esordisce come intrattenitore nei locali del Greenwich Village. Di fronte al pubblico parla di sè, della sua vita privata, del matrimonio con Harlene finito con un divorzio, dichiarandosi disponibile ad aprire un dibattito in proposito. Riscuote subito l’attenzione dei critici, che riconoscono in lui la stoffa di un grande comico. Nel 1964, dopo averlo applaudito al Blue Angel di New York, il produttore cinematografico Charles K. Feldman gli chiede di scrivere la sceneggiatura di Ciao Pussycat(Clive Donner, 1965), film che già rivela quelle che saranno le “ossessioni” più ricorrenti nel suo cinema: il sesso e la psicanalisi. Accanto a Peter O’Toole e a Peters Sellers, compare per la prima volta sullo schermo nel ruolo di un paziente complicato ed insicuro. Ma nonostante il successo del film, si indigna molto per i cambiamenti apportati indiscriminatamente al testo originario tanto da arrivare a dire :”Non farò mai un altro film se non ne avrò il controllo completo”. Proposito ambizioso che riesce a mantenere nel corso di una lunga e fortunata carriera, durante la quale colleziona 18 candidature all’Oscar. Arriva a controllare addirittura le sillabe dei nomi dei suoi protagonisti: Alvie, Isaac, Boris, Lenny, Sam, Harry… Tutti rigorosamente brevi, perché si battono a macchina più velocemente. Quando dirige un film, anche i divi più acclamati di Hollywood devono rispettare le sue regole e, all’occorrenza, improvvisarsi cantanti (Tutti dicono I love you, 1996). Proprio di fronte a lui, amante della buona musica e grande clarinettista jazz che si esibisce ogni lunedì sera al Michael’s Pub di New York. Senz’altro è sincero quando dice che in privato non è un tipo divertente. 
 A metà degli anni ’90, la sua vita privata finisce sui giornali per la storia d’amore (e il matrimonio) con Soon-Yi Previn, figlia adottiva di Mia Farrow, l’attrice con la quale ha avuto una lunga relazione che è culminata con il matrimonio e l’adozione di due bambine. Ma, piuttosto che indugiare sui retroscena giallo-rosa di clamorose disavventure sentimentali, il pubblico preferisce precipitarsi puntualmente alle prime dei suoi film o ricordare i quattro Oscar vinti con Diane Keaton per Io e Annie (miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura e miglior attrice protagonista). Negli ultimi anni ha disertato la sua amata da New York, per questioni di produzione e di costi. Ha traslocato quindi, solo per le riprese, in Europa per raccontare storie, sempre nel suo stile newyorchese, con una nuova musa, anche se questa volta la relazione è unicamente professionale: 
Scarlett Johansson, la bionda protagonista delle sue produzioni europee, da Match Point a Vicky Cristina Barcelona. Dopo quattro film girati in Europa, Allen torna ad ambientarne uno a New York nel 2009: Basta che funzioni, che ha inaugurato il Tribeca Film Festival, è la storia di un anziano scienziato pieno di amarezza e rancore che dopo due tentati suicidi accoglie in casa una ragazza estremamente ignorante con la quale finisce per sposarsi. E’ tornato poi a girare a Londra Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni con Naomi Watts, Antony Hopkins, Antonio Banderas e l’attrice indiana Frida Pinto. Il suo tour europeo è proseguito con Parigi, Midnight in Paris (che si aggiudica l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale) storia di uno scrittore che girovagando per la Parigi notturna si ritrova negli anni Venti, e poi con Roma To Rome with Love per il quale scrittura Roberto Benigni e dove sceglie di riapparire come attore, ma che viene stroncato dalla critica. 
 Dice di essersi innamorato del cinema a tre anni quando sua madre lo portò a vedere “Biancaneve”. Da quel giorno il cinema è diventato la sua seconda casa Si è sposato tre volte: con Harlene Rosen (1956 – 1962), Louise Lasser (1966 – 1969) e Soon-Yi Previn (dal 22 dicembre del 1997) Ha girato solo un film nel quale le sue due muse cinematografiche, Diane Keaon e Mia Farrow, compaiono insieme: Radio Days (1987). Con la Keaton ha girato: Io e Annie (1977), Amore e guerra (1975), Manhattan(1979), Misterioso omicidio a Manhattan (1993), Radio Days (1987), Interiors (1978) e Sleeper (1973). Con Mia Farrow: Broadway Danny Rose (1984), Crimini e misfatti (1989), Hannah e le sue sorelle (1986),Alice (1990), Un’altra donna (1988), La rosa purpurea del Cairo (1985), Settembre (1987), Mariti e mogli(1992), Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982), New York Stories (1989), Radio Days(1987), Ombre e nebbia (1992) e Zelig (1983) Nonostante Allen sia il primo ad ironizzare sul suo scarso sex appeal, nel 1995 la rivista Empire lo ha inserito nella classifica dei 100 uomini più sexy della storia 
 A scuola era un disastro, ma anche all’univesità non è andata meglio: la New York University lo ha cacciato via I suoi miti: Ingmar Bergman, Groucho Marx, Federico Fellini, Cole Porter e Anton Chekhov. Le sue città: subito dopo New York, c’è Venezia E’ un fan sfegatato dei New York Knicks e quando non è impegnato sul set non si perde una partita. Per anni ha comprato l’abbonamento annuale per le gare casalinghe Nba.
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